Alberobello

Alberobello sorge nell’area sud-orientale della provincia di Bari, nelle vicinanze di Castellana Grotte, Locorotondo e Putignano. La sua fondazione avvenne nel XV secolo per opera degli Acquaviva - D’Aragona, conti di Conversano, in una zona occupata da una foresta di querce. Caratteristici di Alberobello sono i trulli, abitazioni costruite con pietra a secco, base imbiancata con calce viva e tetto a forma di cono costituito da pietre a vista. Alberobello è l’unico centro a conservare il nucleo storico interamente composto da trulli. Internamente i trulli presentano un vano centrale a pianta quadrata, comunicante tramite arcate con gli altri vani della casa. Molti dei trulli nel centro storico sono visitabili. Miratrulli ed il Trullo dell'Aia sono ubicate, in zona privilegiata, al centro di Alberobello a 100 mt dalla piazza principale.

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  • Il trullo più alto del paese, chiamato Trullo Sovrano, è a due piani e ospita un museo. I tetti conici sono spesso abbelliti con iscrizioni decorative di varia forma tracciate con latte di calce, raffiguranti simboli zodiacali o religiosi. Nel 1996 la cittadina di Alberobello, cuore pulsante della Murgia dei Trulli, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Particolarmente significativa è la chiesa di San Antonio, a forma di trullo, con un ingresso monumentale, l'aula principale a croce greca e le cappelle laterali con copertura a volte a vela.
La “casa d’amore”, oggi prezioso punto d’informazione turistica, è il primo edificio nell’intera cittadina costruito con materiali leganti, quali calce e malta, come indicato dall’iscrizione del 1797 posta accanto alla porta d’entrata.
Merita sicuramente una visita la basilica minore dei Santi Medici, che ospita le immagini della Madonna di Loreto e dei santi patroni Cosma e Damiano, festeggiati il 27 e il 28 di settembre.

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Miratrulli ed il Trullo dell'Aia sono situate a 50 mt. dal rione aja-piccola, monumento nazionale dal 1930, questo quartiere, oggi Patrimonio UNESCO, ubicato sul versante sud-est di Alberobello, separato dal Rione Monti dal Largo delle Fogge, agli inizi del diciannovesimo secolo contava quattrocento trulli, che si affacciavano su otto piccole strade, abitati da circa 1300 abitanti. Il suo nome, secondo quanto scrive lo storico locale Notarnicola, deriva dal fatto che, nel suo estremo lembo orientale, eravi, nel sec. XVI, un ’aja piccola in contrapposto ad una grande, che esisteva in piazza delle Erbe . L ’Aja piccola fu costruita quando, col crescere dei raccolti (e si presume anche della popolazione e delle terre coltivate) l’aia grande si era resa insufficiente per i bisogni agricoli. Conseguentemente, la parte del paese che si estese da quel lato, prese il nome da quell ’importante particolare. Nel rione Aja piccola vi erano inoltre: la Corte di Giangiacomo  e quella di Pozzo Contino. Le Corti erano costituite da uno spiazzo o cortile, circondato da un muro di cinta, che precedeva l’abitazione vera e propria. Su tale atrio si affacciavano le abitazioni patronali e quelle dei dipendenti e vi si accedeva da un grande portone. Esse erano una sorta di masserie urbane. Attualmente l’Aia Piccola è l’unica zona non toccata da attività commerciali. Qui è possibile scoprire scorci suggestivi che testimoniano l’aspetto che buona parte del paese doveva avere fino a qualche decennio fa. Lungo Via Duca degli Abruzzi, G.Verdi, C. Colombo, G. Galilei e Lamarmora, ogni trullo si diversifica dall’altro per tipologia. Le sporgenze, le piazzette e i numerosi vicoli, molti dei quali non carrabili, creano particolari prospettiv